Veneto è chi il Veneto fa
La prefazione:
Questo piccolo libricino vuole perorare la causa dell’indipendenza del Veneto dallo Stato italiano e lo vuole fare con il sorriso sulle labbra. L’autore (cioè io) promette solennemente che durante la lettura non correrete il pericolo di incorrere in insulti, violenze verbali o razzismi. Infatti l’autore (sempre io) non ama insultare (e in questo caso non capisce nemmeno cosa ci sia da insultare), non è una persona violenta (nemmeno verbalmente) e non è razzista (anche perché per lui il termine razza non significa nulla).
L’autore (a son senpre mi) gradirebbe molto che questo piccolo libricino fosse letto soprattutto da quelle persone che mai si sognerebbero di appoggiare la causa dell’indipendenza del Veneto dall’Italia, siano essi residenti in Veneto o meno, dato che è intimamente convinto della ragionevolezza delle sue idee e che molte persone che reputano l’Indipendenza Veneta una follia, alla fine della fiera, abbiano qualche pregiudizio involontario da eliminare.
L’autore (indovina chi è) ci tiene a precisare che questo non è un libricino di partito. Ossia, l’autore (ormai l’abbiamo perso) è sì socio del Partito Nasional Veneto e lo ritiene il partito migliore della Via Lattea, ma alcune considerazioni che qui verranno esposte possono non coincidere con la linea di partito o della maggioranza dei suoi membri. Inoltre, l’autore (to sorela) ricorda che questo piccolo libricino nasce dal blog Venetia Libertarian e svilupperà anche alcuni post lì scritti originariamente.
In definitiva, questo libricino, più che esporre nuove tesi, cercherà di fare una leggera summa e una sintesi introduttiva di tutte le buone, anzi, buonissime ragioni a favore dell’indipendenza del Veneto e della ragionevolezza e normalità di questa proposta. Spero che il risultato non vi faccia venir voglia di non leggere più un libro.
Scaricate Veneto è chi il Veneto fa. Indipendenti e Contenti.




[...] Articolo originale [...]
Grande! Adesso lo scarico subito e leggo la tua tesi di laurea
E io che avevo già aperto il portafoglio …
Ciao Luca Vnt sono un indipendentista veneto e mi ritrovo completamente in tutto il pensiero che hai esposto in questo libretto. Questa opera sarà sicuramente utilissima alla causa che perseguiamo e quindi ti ringrazo con tutto me stesso
Attualmente mi sento legato sia a Busato e PNV (mi sono candidato a padova nel 2009) sia a Palmerini e all’Autogoverno (sono appena stato eletto nell’assemblea del popolo veneto).
Vorrei chiederti di entrare in facebook (se ami internet non puoi non far parte della vera nuova piazza mondiale no?
) e di chiedermi l’amicizia così potremo discutere un po’ sull’idea di palmerini che tu, come gran parte del pnv, rifiutate a priori.
è molto interessante l’opposizione che palmerini fa al percorso “standard” perseguito dal pnv secondo me.
In breve, dice che nel fottutissimo stato italiota in cui siamo il percorso referendario che in altre parti del mondo è applicabilissimo, non è perseguibile.
Perchè? Se il referendum deve partire dalla regione veneto (appendice dello stato italiano) possiamo star freschi perchè già altre volte in passato (ora non ricordo quando mi sembra per una richiesta di referendum autonomista a fine anni 90) era stato richiesto un referendum, ma ci si è sentiti rispondere che “la regione non rappresenta il popolo veneto e quindi non è richiedibile”.
Tipico paletto italico.
Se questo è vero (e non mi sembra difficile crederlo)….pnv è un pò in acqua alta insomma….
va beh ne riparleremo!
Ti invito anche a visitare il mio gruppo Europe of Nations
) per scambiarsi cultura e informazione.
http://www.facebook.com/groups.php?ref=sb#/group.php?gid=69365301093
che negli ultimi mesi ha continuato a crescere riunendo moltissimi indipendentisti di varie parti d’europa (e del mondo
Grazie ancora per il lavoro che fai
Andrea
Ciao Andrea
Io penso che il referendum l’unica strada perseguibile perché è l’unica che ha delle chance. La regione Veneto che dovrà indire il referendum sarà una regione con una forte componente indipendentista al suo interno, non la regione di Galan. Non vedo altre vie. Il referendum è l’unica strada pragmatica, pratica, nonviolenta e democratica.
Certo, come ho già scritto, ci si deve aspettare del gioco sporco da parte dello Stato italiano e bisogna essere pronti, ma se tra la popolazione veneta si ha una forte coscienza indipendentista, lo Stato italiano non potrà fare niente.
E’ un peccato che si vada a discutere di cose già ampiamente discusse a suo tempo nel forum del pnv, mi riferisco ovviamente al discorso fatto da Andrea.
) proprio per quella faccenda della legalità del referendum che Palmerini dice.
Avevo anche redatto un documento in cui esprimevo una critica con obiettivi costruttivi al pnv stesso (di cui io sono uno dei “fornitori di idee”
Mi ripeto in questo breve intervento, chiedendo scusa a Luca se invado uno spazio che doveva essere dedicato al suo libro (complimenti Luca!)
Il referendum per l’autodeterminazione non è previsto da nessuno stato al mondo, solo il Canada ha una clausola di secessione. Tale diritto però è sancito dagli accordi sui diritti dei popoli, e fa parte dei diritti umani, che sono risconosciuti in toto dalla stessa Costituzione italiana.
La Regione Veneto è una entità amministrativa italiana, questo è vero, ma gode anche di una rappresentanza eletta democraticamente dalla popolazione. Nessuno, in sessant’anni, ha mai messo in discussione la democraticità delle elezioni regionali del presidente prima e governatore oggi.
La popolazione che elegge il governo della Regione è per la quasi totalità costituita da nativi Veneti.
Di fronte gli organismi internazionali il governatore della Regione viene riconosciuto come leggittimo rappresentante del popolo di quella regione (prova ne sono i rapporti bilaterali stretti con Austria, Slovenjia, Croazia e Baviera), e vorrei ricordare gli accordi Alpe-Adria che insistono ancora da quando esisteva Tito e la Yugoslavia.
La frase “la regione non rappresenta il popolo veneto e quindi non è richiedibile” è quindi una sciocchezza priva di alcun fondamento (il governatore NON è nominato da Roma, ma è eletto dai Veneti!).
In forza di ciò, quindi, se un rappresentante della Regione Veneto si presentasse a Bruxelles, o nella sede ONU, sarebbe riconosciuto come rappresentante dei Veneti e non degli Italiani (giacché essi non lo hanno votato). Analogamente lo stesso discorso vale per un sindaco.
Occorre evidenziare infatti che non è importante CHI organizza una elezione, se questa è condotta con metodi rispettosi della pluralità, della segretezza e della libertà di espressione, il voto è comunque valido e conta IL VOTO.
Affermare allora che un eventuale referendum indetto dal governo regionale sarebbe impossibile e non riconoscibile, è falso. E’ invece evidente che esso non essendo contemplato dall’ordinamento italiano costituisce una violazione dell’organizzazione amministrativa italiana della Regione, ma non una violazione dei diritti dei rappresentanti del popolo. Un referendum per l’indipendenza sarà quindi possibile se autogestito, certo che se lo fa un gruppetto è una cosa, se lo fa il governo regionale è un’altra
Un simile referendum andrebbe fatto una prima volta in forma consultiva (per esempio non vincolante, tale da aggirare il veto romano), con lo scopo di verificare la volontà dei cittadini, ed una seconda volta con osservatori internazionali. La presenza di questi ultimi lascia evincere che non si tratta di referendum italiano, ma internazionale, seppure indetto da un organismo nominalmente italiano ma effettivamente rappresentante del popolo di cui si vuol saggiare la volontà.
I tentati referendum citati invece sono quelli per l’autonomia a statuto speciale. La motivazione per cui la corte costituzionale li ha respinti è che non è possibile per la Regione indire un referendum per un cambiamento che coinvolge la Costituzione, che riguarda tutti i cittadini italiani.
Sono stati ben due tentativi falliti. E un ultimo tentativo fu fatto nel 2008 con una proposta di legge regionale (un trucco per aggirare la disposizione della Corte), proposta nemmeno accolta in Regione (mi vien da dire, giustamente).
Questo dimostra quindi che la via autonomista è fallace.
…ma noi parlavamo di indipendenza, no?
exactly