La scuola italiana è una croce

Ok, la croce va giù, abbiamo capito. Grande scandalo ommioddio gli atei sono alle porte. Parlo con fastidio di questo tema perché sono stanco di questi eterni argomenti da eterna Banana-Putana Republic che è lo Stato italiano e perché provo un fastidio quasi fisico nello scrivere di scuola italiana. Provo tutta la disistima possibile per la scuola italiana e penso che sia lo strumento principale con il quale ci abbassano il QI, ci tolgono la curiosità intellettuale e ci riempiono di idee stataliste e unioniste malsane a dir poco. Idee, poi, che sono molto difficili da estirpare.
Il problema di fondo è che purtroppo, la scuola dello Stato italiano è statale e pubblica e che, purtroppo, sono costretto anch’io a pagarla (anche se non ho figli e anche se non sono d’accordo sulla linea educativa). Quindi, da scuola pagata anche da me, pretendo che sia, almeno, la più neutra possibile e che non imponga un simbolo religioso a delle persone (i bambini e i ragazzi sono delle persone, se ve lo foste dimenticato) che possono non gradire o non volere quel simbolo. Se ci fosse un mercato libero dell’istruzione senza il monopolio statale dei programmi, allora le cose si sistemerebbero e tutti gli invasati potrebbero stare nelle loro belle scuole creazioniste e poi arrivare nel mercato del lavoro pronti a pulire i bagni (con tutto il mio più grandissimo rispetto per le persone che puliscono i bagni). Purtroppo non è così e mi tocca sborsare schei per una scuola collettivista che non condivido.
Ritenete che la religione sia una cosa fondamentale per la vita vostra e quella dei vostri figli? Mandateli in chiesa e al catechismo. Perché volete che i soldi che lo Stato mi ha estorto, a me ateo religiofobico, servano anche per i vostri simboli religiosi e per i vostri insegnanti di religione? Non vi sembra di essere un po’ delle carognette che si avventano sul mio denaro ateo? E poi magari ve la prendete con chi elemosina per strada… Non ritenete che ci possa essere gente, come il sottoscritto, che non ne vuole sapere di religione cattolica, islamica, scientologista e via discorrendo? Eh già, infatti non provate nemmeno ad azzardarvi nel dire che io sono un fautore della calata di braghe dell’Occidente verso l’Islam perché, cari i miei cattolicanti, avete molti più punti in contatto voi con l’Islam di quanti ne abbia io (cioè zero). Le braghe le state calando voi che vi scoprite tutti difensori della Fede per combattere l’avanzata dei nuovi barbari con la mentalità medievale (cioè gli islamici) assumendo voi stessi di nuovo una mentalità medievale da contrapporre dopo che molta gente, troppa, ha dimenticato che il frutto più prezioso dell’Occidente è quell’idea di libertà individuale che troppo spesso le chiese ufficiali hanno combattuto. Per vincere, agli islamofascisti non dobbiamo contrapporre la croce di una variante (quella cattolica) di una religione (quella cristiana), ma la libertà dell’individuo. Contro il collettivismo sociale e contro il corporativismo religioso.
La scuola italiana è un’unica e grande croce che ogni povero cristo che ha avuto la disgrazia di nascere all’interno di questo Stato o nel quale è arrivato in età adatta deve portare per troppi anni della sua vita. Facciamo in modo che sia la meno deleteria possibile.




come futuro cittadino veneto sarei interessato a sapere che fine farà il leone di san marco, verranno utilizzate le bandiere classiche della serenissima (quelle giallo rosse col leone col vangelo in mano) o ne verranno disegnate di nuove religiophobic approved?
Cosa c’entra? Il leone di san marco è un simbolo religioso che è diventato politico e che si trova in una bandiera (come la croce della svizzera e altre ventimila croci di altre bandiere). Io di religioso nel leon non ci vedo niente in quel contesto. Vorresti che la croce con gesù non fosse più un simbolo religioso ma politico? E perchè vorresti un simbolo politico in una classe? Allora mettiamo anche la falce e martello per par condicio…
Che poi, ‘futuro cittadino veneto” è tutto da vedere, prima dovrai avere il mio nulla osta…e se continui di questo passo…
“Io di religioso nel leon non ci vedo niente in quel contesto.”
pax tibi marce evangelista meus
non so mi sembra qualcosa di religioso sai
comunque non voglio un simbolo religioso in una classe e neanche politico, visto che del crocifisso è stato detto che trattasi di simbolo anche culturale e che il leon trattasi di simbolo anche politico, penso che per coerenza dovrebbero far la stessa fine visto che sono comunque simboli religiosi, la questione è che la bandiera di san marco è figa, quindi la mia emigrazione conta anche dal fatot se rimane o no, il fatto è che arrivera un religiofobico più religiofobico di te (o meno nazionalista) che la vorrà levare, e a me sembra inutile andare in giro come uno scemo col tricorno se non ci sono bandiere di san marco.
eehhh che nervi quando estrapoli una frase e fai finta di non capire!
la bandiera di san marco è ovvio che si basa sulla religione (lo dice il nome stesso), ma non viene usata come simbolo religioso, così come non viene usato come simbolo religioso la croce della bandiera svizzera, la croce della bandiera inglese e così via. la croce in aula la vogliono far passare come simbolo culturale e non religioso, mah! allora se non è un simbolo religioso, perché il vaticano si scalda tanto?
vorrei fosse chiaro che io sono religiofobico ma mica voglio l’ateismo di stato eh! io seguo il motto “vivi e lascia vivere” e tu nello stato veneto potrai vivere la tua religiosità come meglio ti aggrada, basta che non mi tocchi la mia libertà e i miei schei.
non verrà nessun religiofobico che vorrà levare el gonfalon perché non è il simbolo di una religione e non viene usato come simbolo religioso.
comunque, ripeto, io fossi in te aspetterei nel dare per scontato che la frontiera ti venga aperta!
che poi, quel baxabanchi del mio presidente ha scritto chiaramente com’è la situazione.
“non verrà nessun religiofobico che vorrà levare el gonfalon perché non è il simbolo di una religione e non viene usato come simbolo religioso.”
sicuro? Dici che l’uaar locale o un Adel Smith a caso non farà qualche sorta di petizione? o io sono contento se tutti ragionano come ragioni te eh solo che SECONDO ME ci sta una certa probabilità che dopo i frizzi e i lazzi dell’indipendenza arriva qualcuno che dice: “ma noi non siamo uno stato laico, il leone spaventa i bambini”.
“comunque, ripeto, io fossi in te aspetterei nel dare per scontato che la frontiera ti venga aperta!
”
noi grandi veneziani abbiamo problemi con le autorità sin dai tempi di Casanova, ma tanto entrare da clandestino è ancora più romantico, approderò a San Marco in barca un giorno di carnevale.
” Dici che l’uaar locale o un Adel Smith a caso non farà qualche sorta di petizione?”
tutto è possibile, molto però è anche improbabile.
però penso di non essere riuscito a spiegarmi. un conto è un simbolo religioso, anzi, IL simbolo di quella religione, accettato da tutti come religioso e visto come tale, cioè il crocifisso, un conto invece è un simbolo cultural-politico che nasce secoli fa come religioso ma che al giorno d’oggi, in quel determinato contesto che è una bandiera nazionale, non ha valore religioso; così come non ha valore relogioso, ripeto, la croce della bandiera svizzera e inglese.
“approderò a San Marco in barca un giorno di carnevale”
astuto!